Inaugurato il progetto di ristrutturazione del Museo Archeologico Nazionale di Cividale
Lunedì 26 ottobre 2026 alla presenza delle autorità è stato inaugurato il progetto dello studio, finanziato dal PNRR, che ha previsto un giardino accessibile, nuovi spazi per le attività didattiche e un lapidario ripensato.
Il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli, afferente all’Istituto denominato Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione regionale Musei nazionali Friuli Venezia Giulia, è stato beneficiario di euro 1.221.800 per l’investimento PNRR 1.2 legato alla Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura.
“Il nuovo intervento è un ampio contrappunto all’edificio storico: una sala polifunzionale orientata alla didattica e agli incontri, un nuovo deposito e una installazione espositiva nel piccolo cortile, una passeggiata nel giardino come momento complementare della visita e occasioni di incontri e momenti formativi informali. Tutto questo compone un insieme che, mantenendo il carattere storico e monumentale del Museo, ne configura una modalità d’uso futuro più interattiva, informale e orientata alle diverse generazioni e a diversi modi di interagire con il sapere, i documenti e la storia” Giovanni La Varra
Con questo intervento sono stati riqualificati gli spazi esterni del Museo, ovvero il cortile e il giardino, rispettivamente ubicati nella parte retrostante del palazzo e sul fianco meridionale del complesso monumentale. Si tratta di aree residuali, in quanto esito di rielaborazioni edilizie post rinascimentali e ottocentesche, per un’area complessiva di 465 mq; in particolare il cortile che si sviluppa sul retro del palazzo è frutto di significativi ritagli legati a frazionamenti catastali che ne hanno compromesso volumi e planimetria, mentre il giardino terrazzato è stato creato negli anni Ottanta del secolo scorso al di sopra di un solaio in cemento armato che costituisce la copertura dell’area archeologica interrata.
Le opere finanziate con le risorse PNRR hanno puntato proprio su questi spazi, in una prospettiva di rigenerazione confluita nel progetto “Proposta per un museo accessibile, inclusivo e partecipato”, finalizzato ad una rilettura organica del complesso museale che aveva la necessità di integrare nel proprio percorso le aree esterne, fino a questo momento sottoutilizzate dal punto di vista della fruizione. Intendimento dell’intervento, curato dal Responsabile Unico di Progetto e direttore del Museo Archeologico Nazionale di Cividale dott.ssa Angela Borzacconi, era quello di sviluppare in chiave di accessibilità il valore di questi spazi per garantirne la necessaria vitalità, lavorando sul concetto di condivisione e miglioramento dell’offerta dei servizi resi al pubblico attraverso la creazione di un’aula didattica e la sistemazione del
lapidario, completamente ripensato e ridistribuito sulla base di una nuova narrazione museale, nella consapevolezza che la frequentazione di un museo non si esaurisce nella visita delle collezioni esposte, ma è legata alla partecipazione e alla condivisione di attività ed esperienze.
Si è trattato dunque di immaginare spazi predisposti per esperienze educative diversificate, cogliendo l’opportunità di rendere disponibile un’area verde concepita come spazio aperto per tutti i visitatori.
A seguito di alcune lavorazioni preliminari, avviate con la ditta Fratelli Perosa per la messa in sicurezza della copertura dell’area archeologica danneggiata da infiltrazioni, il 13/10/2025 sono state cantierizzate le opere di riqualificazione affidate alla ditta Cramer Giovanni & Figli, completate nelle tempistiche previste dal PNRR a giugno 2026, dunque in un tempo record di soli otto mesi reso possibile grazie alla Direzione Lavori dell’ingegnere Salvatore Mascolo.
L’intervento ha interpretato il quadro esigenziale del Museo esprimendo forme architettoniche semplici, efficaci e innovative, inserite funzionalmente nel contesto di un edificio antico in una coesistenza armoniosa tra forme moderne e architetture vincolate. La creazione di uno spazio verde sul terrazzo a gradoni, reso completamente accessibile, ha regalato uno scorcio inedito sui nuclei monumentali più significativi del centro storico, l’abside del Duomo, il Palazzo dei Provveditori e il complesso di Santa Maria in Valle, visti da questo angolo aggettante e sospeso su via Monastero Maggiore.




